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POPOLAZIONE E TERRITORIO

I dati sulla popolazione confermano come la provincia di Isernia, dal punto di vista del numero di abitanti, sia la più piccola di Italia; le 33.599 famiglie circa ed i 90.000 abitanti scarsi sono distribuiti in un territorio privo di aspetti pianeggianti e prettamente montuoso composto da 52 comuni. Oltre che in termini assoluti, la provincia si presenta scarsamente popolata anche in termini relativi, visto che la densità è di appena 58,9 abitanti per kmq, (1/3 circa rispetto al dato nazionale), ottavo valore più basso dell'intera penisola. Il capoluogo è l'unico comune della provincia ad avere più di 20.000 abitanti ed attira il 23,6% della popolazione, valore tra i più bassi del Paese. La caratteristica saliente della provincia, in termini di distribuzione della popolazione per classi di età, è la più bassa quota di persone in età compresa fra i 15 ed i 64 anni che si riscontra nel Paese (63,5%). Inoltre nel complesso del Mezzogiorno la provincia si segnala anche per l'alta incidenza di ultrasessantacinquenni (21,9%). Il saldo demografico, così come l'altra provincia molisana, è attivo e la presenza straniera è decisamente modesta: sono infatti 850 ogni 100 mila abitanti gli stranieri presenti sul territorio, per il 79,3% extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, 82° valore italiano.

Il tenore di vita

Il giudizio che si può dare sul livello del tenore di vista dei residenti della provincia di Isernia non muta sostanzialmente se si usa come misura il reddito disponibile pro-capite o il livello dei consumi finali interni. Il reddito disponibile medio a disposizione di ciascun residente ammonta ad 11.953 euro e consente alla provincia di occupare la 76-esima posizione a livello nazionale, con un ritardo di circa 2.700 euro rispetto al valor medio italiano. Molto più soddisfacente è il confronto con le altre realtà meridionali dove Isernia è in decima posizione e può vantare un margine di vantaggio sulla media della ripartizione di quasi 600 euro. La situazione relativa ai consumi finali interni è lievemente peggiore, visto che la provincia, con un valore di 10.480 euro, non va oltre la 77-esima posizione con un ritardo che, rispetto al dato italiano visto nel suo complesso, si acuisce fino a raggiungere quasi i 2.800 euro, mentre si riduce sensibilmente il margine di vantaggio rispetto al complesso delle province meridionali (circa 300 euro). In tale scenario la spesa relativa ai consumi alimentari è più alta rispetto alla media nazionale (19,9% contro il 17%). I dati sui carburanti evidenziano una contenuta quantità di consumo pro-capite, pari a 0,19 tonnellate annue, quota che si dimostra inferiore di quella media del Mezzogiorno, che è di 0,23 tonnellate, e che collocano Isernia in appena 97-esima posizione a livello nazionale. Decisamente basso risulta il consumo di energia elettrica per usi domestici: con appena 852 Kwh pro-capite, la provincia risulta 97-esima nella relativa graduatoria nazionale. Isernia, infine, si piazza all'ultimo posto in ambito nazionale per quanto riguarda i depositi bancari delle famiglie.

Il nucleo produttivo

Anche il nucleo produttivo della provincia di Isernia è in termini assoluti il più piccolo del Paese essendo costituito da poco più di 7.600 imprese, anche se la densità imprenditoriale (8,6 imprese ogni 100 abitanti), consente almeno in termini relativi all'area di avere all'incirca una trentina di province alle spalle. Nell'economia locale, così come l'altra provincia molisana, un ruolo rilevante è giocato dall'agricoltura che, con il 30,8% di imprese, supera di oltre 11 punti percentuali il dato medio nazionale. Rispetto alla media del Sud, assume una certa rilevanza anche la percentuale di imprese operanti nel settore dell'edilizia (13,4%). Le imprese artigiane, inoltre, rappresentano il 26,5% di quelle presenti sul territorio della provincia e costituiscono un dato rilevante nel Mezzogiorno. L'evoluzione del sistema imprenditoriale della provincia è stato un po' più vivace di Campobasso, quantomeno in termini di creazione di nuove imprese: nel 2003 il ritmo di crescita medio annuo è stato di 3,1 imprese in più ogni 100 esistenti ad inizio periodo. Trattasi di un dato superiore a quello medio nazionale e al dato del Mezzogiorno frutto di un tasso di natalità elevato (9,8%, primo valore a livello nazionale) e di un tasso di mortalità (6,6%) che risulta il decimo valore più alto tra le 103 province. Particolarmente elevata è infine l'incidenza delle ditte individuali (78,2%, 30-esimo posizione in Italia) sia pure decisamente contenuta rispetto a quanto si osserva nella vicina Campobasso. Ammontano a circa 8.000, infine, le aziende agricole censite nella provincia, con una superficie agricola utilizzata pari al 53% circa, e con dimensioni prevalentemente tra 1 e 2 ettari, circa il 60%.

Mercato del lavoro

Dopo aver subito un brusco stop negli ultimi anni, contrariamente a quanto avvenuto per la stragrande maggioranza delle province italiane, la lotta alla disoccupazione nella provincia di Isernia ha fatto segnare un leggero miglioramentonel 2003. In controtendenza rispetto agli ultimi tre anni, il livello del tasso che alla fine del 2002 faceva segnare un valore pari al 12,6%, nel 2003 è diminuito al 11,6% (circa 3 punti superiore al dato nazionale), che comunque indica un segnale di ripresa dopo l'ottimo risultato fatto segnare nella seconda parte degli anni '90 durante il quale il livello dell'inoccupazione era calato addirittura di 6,5 punti percentuali. La situazione più delicata riguarda principalmente i giovani e giovanissimi: nel 2003, i tassi di disoccupazione relativi alle classi 15-24 e 25-29 anni risultano pari, rispettivamente, al 39,4% e al 29%, valori superiori di circa 10 punti percentuali rispetto ai valori nazionali Le prospettive occupazionali per il 2003 pur essendo nel complesso favorevoli non sono paragonabili a quelle di altre realtà del Sud. Secondo le risultanze dell'indagine Exclesior di Unioncamere, nel 2004, si prevede un incremento di occupati nel settore privato pari al 2,2%, che colloca Isernia al 28 e-simo posto fra le province con il più elevato tasso di inserimento previsto nel mondo del lavoro. Il peso delle unità di lavoro non regolari sul totale, infine, è pari al 27,8%, valore superiore al dato nazionale (22,6%) ma decisamente inferiore al dato del Mezzogiorno (34,3%).

Apertura ai mercati

La provincia di Isernia, rispetto a quella di Campobasso, presenta una vocazione agli scambi di merci con l'estero particolarmente marcata. Il valore delle merci esportate dalle imprese locali è stato nel 2003 pari a circa 345 milioni di euro (86-esima posizione nella relativa graduatoria) con una propensione all'esportazione pari a 18,9 che risulta essere pressoché doppia rispetto a quella macroripartizionale. Il settore merceologico che assorbe la stragrande maggioranza delle esportazioni è quello della confezione di articoli di vestiario (72,7%, 28° maggior valore del Paese), quasi per intero ascrivibile alla voce altri articoli di abbigliamento (64,8%). Se a questi dati si unisce il contributo delle industrie tessili, si ha che oltre il 70% dell'export locale è assorbito dall'industria del vestiario. L'Europa risulta essere il principale mercato verso il quale le merci in uscita sono destinate, assorbendo una quota del 76,3% che si distribuisce su mercati bene o male simili a quelli che si osservano in altre nazioni, con Germania e Gran Bretagna che ricevono entro i loro confini circa il 26% di questi beni. Gli scambi commerciali che la provincia ha con l'estero sono decisamente più votati alle esportazioni che non alle importazioni. Il valore dell'import è stato infatti, nel 2003, pari a poco meno di 125 milioni di euro e l'indicatore relativo di interscambio con l'estero (tasso di apertura) fa segnare un valore del 25,7 che supera il dato del Mezzogiorno (20,8). I prodotti rientranti nella categoria metalli e prodotti in metallo assorbono quasi il 30% del monte importazioni, facendo osservare qui la sesta percentuale più elevata del Paese (circa 35 milioni di euro). Altro settore molto importante per le importazioni è quello delle confezioni di articoli da vestiario che assorbe il 17,2% dell'import complessivo della provincia. Le merci importate provengono quasi esclusivamente dall'Europa (95,7%) con la Germania che guida la graduatoria con circa il 20,1% delle importazioni.

Contesto sociale

L'analisi delle graduatorie degli indicatori evidenziano anche valori largamente soddisfacenti per quanto riguarda la penetrazione del crimine. L'area è all'85-esimo posto per numero di delitti denunciati ogni 100.000 abitanti (per il 35,5% costituiti da furti e rapine) e 70-esima per numero di persone denunciate, posizione che invece peggiora di 27 posti qualora si considerino i minori. Non elevato risulta il numero degli incidenti stradali per mille abitanti (1,7 Isernia – 4,2 Italia) il 6,2% dei quali risulta mortale (terzo valore più alto del Paese). Considerevoli risultano la quota di interruzioni volontarie di gravidanza per donne al di sotto di venti anni (10,7%, 5° valore in ambito nazionale) ed i decessi per malattie al sistema cardiocircolatorio (49,4%, 7° posto nella relativa classifica). Anche se nel periodo 1991 – 1999 tutti gli indicatori relativi alla dotazione di strutture sociali hanno subito un sensibile aumento la situazione appare comunque distante dal valor medio nazionale, di fatto l'indice generale nel periodo considerato è passato da 28,5 a 47,8.

Isernia e il territorio

 
    

 
 
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